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Serax compie 40 anni: ricevi in regalo una caraffa Fish & Fish con un acquisto di almeno 150 €.  -  Scopri la promozione

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40 anni di Serax: designer, collezioni e icone | Bohero

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40 anni di Serax: come i designer hanno dato forma al marchio

Un piatto dipinto a mano, una tazza dalle linee precise, una lampada scultorea e una caraffa a forma di pesce sembrano avere ben poco in comune. Ed è proprio così. Nascono da mani diverse e non devono necessariamente assomigliarsi.

È qui che Serax trova la sua forza. Il marchio belga non ha costruito la propria identità ripetendo sempre lo stesso stile. Ha dato a designer, architetti, artisti, chef e creativi della moda la libertà di sviluppare le proprie idee. Quarant’anni dopo, Serax comprende servizi da tavola dal carattere deciso, bicchieri, posate, lampade, mobili e oggetti difficili da racchiudere in un’unica categoria.

40 anni di Serax. Un’icona in regalo.

Serax festeggia il suo quarantesimo anniversario e Bohero partecipa ai festeggiamenti. Dal 1° al 30 settembre 2026, con un ordine a partire da 150 € ricevi in regalo una caraffa Fish & Fish di Paola Navone.

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Dai vasi a un marchio di design

Serax nasce nel 1986 con i vasi in rame per piante e fiori. Il nome unisce quelli dei due fratelli fondatori, Serge e Axel Van Den Bossche: Ser-Ax. Le prime scorte erano custodite in un garage e l’azienda vendeva un prodotto disponibile anche presso molti altri grossisti.

La vera svolta arriva quando Axel Van Den Bossche chiede al designer Peter Aerts di disegnare un vaso che i concorrenti non potessero proporre. Serax non vendeva più un articolo intercambiabile, ma un progetto esclusivo. Quella differenza si rivelò più importante del vaso stesso. Nacque così un metodo ancora centrale per il marchio: trovare un designer con un’idea forte, lasciargli lo spazio per svilupparla e creare qualcosa che non si trovi già ovunque.

Intorno al 2012, questo approccio arriva con decisione sulla tavola. Roos Van de Velde disegna il primo servizio da tavola per Serax. Le sue forme libere e organiche rompono con la porcellana classica di quegli anni. Al posto di cerchi perfettamente identici, propone piatti e ciotole in cui le piccole irregolarità diventano parte del disegno.

Da questa collaborazione nasce, tra gli altri progetti, Perfect Imperfection. I contorni irregolari e le tracce della lavorazione danno carattere a ogni pezzo senza comprometterne l’uso. Con Roos Van de Velde, Serax entra anche nel mondo della gastronomia. I servizi da tavola diventano un nuovo pilastro del marchio.

Nessuno stile imposto, una scelta precisa

Serax non chiede a un designer di creare qualcosa che assomigli alla collezione precedente. Sceglie invece persone con una visione precisa della forma, dei materiali e dell’uso. Cerca poi la tecnica e il produttore più adatti per trasformare quell’idea in un oggetto reale.

Il risultato vive di contrasti. Un piatto di Ann Demeulemeester non deve assomigliare a una ciotola di Anita Le Grelle. Le proporzioni misurate di Vincent Van Duysen convivono con i colori esuberanti di Ottolenghi. Entrambi appartengono a Serax perché la firma del designer rimane riconoscibile.

Gli architetti portano a tavola il loro senso delle proporzioni. Con Base, Piet Boon crea equilibrio attraverso linee pulite e una palette essenziale. Vincent Van Duysen progetta una tazza, un piatto o un bicchiere con la stessa attenzione alla scala, alla materia e all’uso che dedica a uno spazio o a un mobile. Passe-Partout e Cena dimostrano quanto possano contare un bordo sottile, una tonalità delicata o una proporzione ben calibrata.

Gli chef e i creativi legati alla cucina partono invece da ciò che accade nel piatto. Sergio Herman ha sviluppato Surface, Inku e Silhouette come tre risposte molto diverse alla stessa domanda: come può un servizio valorizzare una pietanza senza scomparire dietro di essa? Per FEAST, Ottolenghi e l’artista Ivo Bisignano hanno scelto colori decisi, motivi grafici e forme generose pensate per condividere i piatti.

Nelle collezioni di Pascale Naessens, la ceramica assume linee organiche e tonalità morbide, strettamente legate al suo modo di cucinare e presentare il cibo. Anita Le Grelle affida il ritmo agli smalti e alle variazioni di colore. Terres de Rêves è diventata un’ampia collezione per la tavola, in cui formati e tonalità permettono di creare combinazioni sempre diverse.

Ann Demeulemeester sceglie un linguaggio più preciso. Nella collezione Dé, il contrasto tra luce e ombra viene dipinto sulla porcellana attraverso singole pennellate. Posate e bicchieri prolungano la stessa tensione senza limitarsi a ripetere il disegno dei piatti.

Moda e gioiello introducono un altro modo di osservare gli oggetti. Marni usa colori e motivi insoliti per trasformare forme familiari. Con Les Objets Mouleversants, Wouters & Hendrix trasferiscono la loro passione per l’artigianato, il surrealismo e i dettagli inattesi a servizi da tavola, bicchieri e oggetti decorativi. Le loro creazioni si comportano quasi come gioielli per la casa: funzionali, ma mai prevedibili.

Serax lascia convivere tutte queste differenze. Il marchio non si definisce quindi attraverso uno stile unico: ogni designer porta con sé una firma diversa.

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Dall’idea all’oggetto, attraverso mani esperte

Un progetto può funzionare perfettamente sulla carta e perdere il proprio carattere durante la produzione. Serax occupa lo spazio decisivo tra il primo schizzo e l’oggetto finito. Individua i produttori che conoscono i materiali e le tecniche necessarie, cercando allo stesso tempo di preservare le scelte iniziali del designer.

Il metodo di produzione cambia da una collezione all’altra. Non tutti gli oggetti Serax sono realizzati o rifiniti a mano. Quando il gesto artigianale è essenziale, però, rimane visibile. I piatti della collezione Dé di Ann Demeulemeester vengono dipinti uno a uno con un pennello sviluppato appositamente. Anche i motivi espressivi di Shurleey Santiago de Borja sono applicati a mano. Le piccole differenze non sono difetti, ma il risultato naturale del processo.

Altre collezioni si affidano al vetro pressato, alla porcellana, al metallo colato o agli smalti reattivi. La caraffa Fish & Fish di Paola Navone deve parte del proprio carattere a una tecnica industriale ispirata al vetro pressato americano degli anni Trenta. La forma del pesce, le squame e le pinne emergono in rilievo e rendono la caraffa immediatamente riconoscibile.

Serax collabora con produttori specializzati in diverse parti del mondo. La competenza in una determinata materia o tecnica conta più della sola provenienza geografica. Il confronto tra designer, marchio e produttore spiega perché un piatto apparentemente semplice possa richiedere diverse fasi di sviluppo prima di trovare il bordo, il colore e il peso giusti.

Serax non si ferma alla tavola

Molte persone scoprono Serax attraverso un piatto, una ciotola o una caraffa. L’illuminazione è però da tempo una parte importante sia del marchio sia dell’assortimento Serax di Bohero.

Anita Le Grelle porta la sua ricerca sui materiali dalla tavola alla luce. Terres de Rêves comprende applique, lampade a sospensione e lampade da tavolo in gres e porcellana. La luce addolcisce i volumi della ceramica, mentre ogni lampada mantiene la propria presenza scultorea anche da spenta.

Marie Michielssen tratta spesso la lampada come una scultura. Sebastian Herkner lavora invece con strutture chiare, colore e vetro. Anche nell’illuminazione, ogni designer può seguire un approccio personale.

Una lampada Serax può quindi inserirsi con discrezione in un ambiente oppure diventare il punto da cui nasce tutto il progetto. La libertà che crea contrasti sulla tavola continua qui su una scala diversa.

Illuminazione di design

A Table Built Over Time

Quando Bohero nasce nel 2012, Serax entra subito nella nostra selezione. Pieter Stockmans attira inizialmente la nostra attenzione sul marchio; Roos Van de Velde e Ann Van Hoey ci mostrano poi che un servizio da tavola può uscire dagli schemi senza perdere funzionalità.

Negli anni sono arrivate molte altre collezioni. Alcune fanno parte da tempo anche della nostra casa: le ceramiche di Roos Van de Velde, Anita Le Grelle e Frédérick Gautier accanto alle posate di Ann Demeulemeester. Solo usando spesso pezzi diversi insieme si scopre quali abbinamenti continuano a funzionare.

Una tavola non deve essere completata con un unico acquisto. Spesso comincia con pochi piatti o ciotole che si usano volentieri ogni giorno. Più tardi arriva un bicchiere diverso, una posata dal contrasto più netto o una ciotola che introduce colore. Non perché tutto debba appartenere alla stessa collezione, ma perché ogni nuovo elemento aggiunge qualcosa che prima mancava.

Questo principio non dipende dalla promessa che ogni collezione rimanga disponibile per sempre. Un piatto scelto bene deve mantenere la propria forza anche quando, in futuro, sarà accostato al progetto di un altro designer. La tavola può così evolvere senza dover ricominciare ogni volta da zero.

Una base essenziale come Base di Piet Boon o Cena di Vincent Van Duysen lascia spazio a un piatto grafico FEAST, a un disegno dipinto a mano di Shurleey o alla porcellana espressiva di Marni. La ceramica organica acquista definizione accanto a posate dalle linee nette. Bicchieri diversi o una caraffa colorata possono cambiare l’atmosfera lasciando invariato tutto il resto.

Parti da ciò che resta. Poi lascia spazio alla sorpresa.

Questo è il significato di A TABLE BUILT OVER TIME per Bohero: non un servizio già prestabilito, ma una composizione personale che diventa più interessante con ogni nuova scelta.

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Quarant’anni dopo, Serax continua a evolversi

Serax è passata da un’attività belga dedicata ai vasi a un marchio di design internazionale. Non perché abbia prodotto la stessa cosa per quarant’anni, ma perché ha permesso ai designer di scegliere direzioni diverse.

A volte nasce un intero servizio da tavola. Altre volte basta un solo oggetto per lasciare il segno. La caraffa Fish & Fish di Paola Navone ne è un esempio evidente: giocosa, funzionale e ancora tra i progetti più riconoscibili del marchio dieci anni dopo il lancio. Perfect Imperfection, Base, Terres de Rêves, Dé, FEAST e le collezioni di Vincent Van Duysen mostrano quanto possa cambiare l’aspetto di un design Serax capace di durare nel tempo.

Questa varietà rende la scelta meno prevedibile, ma decisamente più interessante. Si può partire da un designer, da un materiale o dal proprio modo di cucinare e stare a tavola. La scelta successiva non deve essere identica. Deve aggiungere qualcosa.

Quarant’anni di Serax non si possono quindi riassumere in una sola collezione. Sono il risultato del lavoro di decine di designer, ognuno dei quali ha aggiunto qualcosa di diverso alla tavola e agli interni — e della libertà di combinare quei progetti in modo personale.

Domande frequenti su Serax

Che cos’è Serax e da dove viene il marchio?

Serax è un marchio belga di design fondato nel 1986 dai fratelli Serge e Axel Van Den Bossche. Il nome nasce dall’unione dei loro nomi: Ser-Ax. L’azienda ha iniziato con i vasi per piante e oggi sviluppa servizi da tavola, bicchieri, posate, lampade, mobili e accessori per la casa con designer provenienti da discipline diverse.

Quali designer collaborano con Serax?

Serax collabora, tra gli altri, con Roos Van de Velde, Ann Demeulemeester, Anita Le Grelle, Vincent Van Duysen, Piet Boon, Paola Navone, Pascale Naessens, Sergio Herman, Ottolenghi, Marie Michielssen, Marni e Wouters & Hendrix. Ognuno porta un approccio personale alla forma, alla materia e all’uso.

Cosa distingue Serax dagli altri marchi di design?

Serax non impone ai designer uno stile unico. Il marchio seleziona idee forti e cerca i materiali, le tecniche e i produttori adatti per realizzarle. Le collezioni possono quindi essere molto diverse tra loro, conservando sempre la firma riconoscibile di chi le ha disegnate.

Si possono abbinare collezioni Serax diverse?

Sì. Una base essenziale può essere combinata con bicchieri a contrasto, ciotole, posate o piatti grafici. Oltre al colore, considera anche il materiale, la forma e le proporzioni. Ripetere un solo elemento può dare coerenza alla tavola senza scegliere tutto dalla stessa collezione.

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